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| I ragazzi del "Salvemini" |
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Una tragedia dimenticata
2007-04-06 08:26
I ragazzi del Salvemini Casalecchio di Reno 6-12-1990 In libreria da martedì 3 aprile Bacchilega editore Libro + DVD € 15,00 I proventi saranno devoluti all’Associazione Vittime del Salvemini Regia: Emilio Guizzetti e Giuliano Bugani Ass.Regia: Rossella Caterina Lippi Foto: Massimiliano Valentini Musiche: Gruppo Altera – Gianfranco Degli Esposti, Federico Bologna Il 6 dicembre 1990 un Aermacchi MB 326 dell’Aeronautica Militare italiana precipitò dentro alla II A dell’Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno uccidendo 12 studenti di quindici anni. Oltre a loro, 88 persone vennero ricoverate ed a 72 di esse fu in seguito riconosciuta invalidità permanente. Nonostante si sia trattato della più grande strage di adolescenti in tempo di pace, di questa storia non si è mai parlato molto, complice il fatto che a distanza di pochi giorni scoppiò la prima Guerra del Golfo. Ma cosa successe esattamente quella mattina? La maggior parte della gente è convinta che il tenente Bruno Viviani dovette affrontare una grave ed imprevedibile emergenza quando già si trovava sopra il cielo di Bologna e che si lanciò con il paracadute dopo aver fatto tutto il possibile per evitare una tragedia. Le cose non andarono esattamente così. L’avaria difatti si verificò parecchi minuti prima, quando l’aereo era ancora a nord di Ferrara. Solo una serie di scelte sciagurate portò questo mezzo ingovernabile sopra una zona densissimamente abitata quale la città di Bologna. Molte osservazioni andrebbero inoltre fatte su questo velivolo, di concezione degli anni ’50 e che aveva recentemente registrato gravi problemi. Anche l’iter giudiziario fu qualcosa di assurdo. Teoricamente saremmo di fronte ad uno scontro fra il Ministero dell’Istruzione e quello della Difesa. Lo Stato contro lo Stato. E l’Avvocatura dello Stato decise allora di prendere le difese dell’Aeronautica. Perciò, i genitori che avevano mandato i propri figli in una scuola statale, in un luogo che ritenevano sicuro, si trovarono lo Stato al processo non come alleato ma come avversario. Gli imputati vennero assolti in appello ‘perché il fatto non costituisce reato’. Eppure è evidente che sia il pilota che gli addetti alla torre di controllo non capirono la vera entità del guasto e non furono perciò in grado di gestire l’emergenza. Da Ferrara la scelta giusta sarebbe stata quella di dirigersi sul mare. Vennero invece assolti proprio sulla base del fatto che fecero tutto il possibile per far atterrare quell’aereo. Una macchina preposta alla salvaguardia delle persone, diventa perciò più importante delle persone stesse. Il Comune di Casalecchio e l’Associazione Vittime del Salvemini, nel frattempo, chiesero più volte l’approvazione di una legge che vietasse le esercitazioni militari sui centri abitati. Nessuno li ascoltò. Il 26 gennaio 1998 Nei giorni immediatamente precedenti e successivi al 6 dicembre, a Casalecchio, ogni anno si ricorda questa strage con concerti e manifestazioni. Il 6 dicembre, invece, è sempre stato dedicato al silenzio. Quest’anno, per la prima volta dopo 16 anni, quel silenzio è stato rotto dalla proiezione, nella scuola stessa, del film ‘I ragazzi del Salvemini’ che il giovane regista Emilio Guizzetti, coetaneo delle vittime, ha realizzato con Rossella Caterina Lippi, con il giornalista Giuliano Bugani e grazie al supporto dell’Associazione Culturale Ondanomala ( www.ondanomala.bo.it ). In seguito al grande successo registrato (800 ragazzi solo alla prima proiezione), la casa editrice Bacchilega ha deciso di pubblicare insieme ad un libro questo DVD che contiene anche il backstage fotografico ad opera di Massimiliano Valentini. La storia si sviluppa su tre binari: i fatti, le vicende personali dei familiari delle vittime e l’iter giudiziario. Tante le testimonianze: tra le altre, quelle del senatore Walter Vitali, dell’avvocato dell’aeronautica militare Mario Zito e dell’avvocato di parte civile Andrea Fornasari, dell’assessore provinciale alla cultura Simona Lembi (a quel tempo studentessa proprio del Salvemini), di un vigile del fuoco accorso al momento della tragedia e, naturalmente, dei parenti delle vittime. Il momento più intenso del documentario è un montaggio alternato fra l’inquadratura su alcuni ragazzi di oggi, all’uscita della scuola, e le riprese dell’aereo impazzito (effettuate quel giorno da un operatore di Rete7). Un dialogo muto molto significativo che riporta l’attenzione su quella legge mai approvata che vieti le esercitazioni militari sopra i luoghi abitati, perché una tragedia simile potrebbe succedere ancora. E questo è uno dei due motivi per i quali il video è stato realizzato. Il secondo è che il ricordo possa restituire a Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen ed Alessandra, quella giustizia istituzionalmente negata. Un ultima riflessione: in Italia vengono sperperati ogni anno centinaia di migliaia di euro per sovvenzionare film che non vedono nemmeno la luce. Questi ragazzi, con una troupe composta da quattro sole persone, attrezzature alla portata di tutti, pochi fondi ma tanta professionalità e impegno civile, sono riusciti là dove tanti falliscono. GUARDA IL TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=rVLYGAIsbm8 |